Luoghi da scoprire

Luoghi abbandonati Italia, quali vedere

Non più solo città d’arte, musei, resort e località alla moda. Il turismo negli ultimi decenni si è evoluto seguendo strade poco battute, alla ricerca di location insolite ma di …

Simone Alvaro Segatori · · · 6 min

luoghi abbandonati in italia
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Non più solo città d’arte, musei, resort e località alla moda. Il turismo negli ultimi decenni si è evoluto seguendo strade poco battute, alla ricerca di location insolite ma di grande impatto. È il caso dei luoghi abbandonati in Italia che attraggono sempre più visitatori, spesso proprio in virtù del loro misterioso e frettoloso abbandono. Ma perché questa tendenza si sta diffondendo tanto e dove trovare i luoghi più suggestivi?

Perché visitare i luoghi abbandonati in Italia?

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Discoteche, ospedali, alberghi, miniere, ma anche interi borghi fantasma. Sono tantissimi i luoghi abbandonati in Italia e sono sempre di più i turisti dell’insolito che scelgono di visitarli. I motivi dietro questo interesse sono svariati. Non è, infatti, solo la voglia di scoprire cosa sia successo di insolito in questi posti e cosa ha condotto al loro repentino abbandono. Ma è soprattutto il fascino di ammirare opere costruite dall’uomo, molto spesso grandiose e imponenti, in balia della natura che si riprende il suo posto, lenta e silenziosa, quasi come se l’uomo non fosse mai passato di lì.

I luoghi abbandonati fanno parte della storia del nostro paese. Raccontano storie dimenticate e lasciate ai margini dell’interesse collettivo e hanno ancora qualcosa da insegnarci su chi eravamo un tempo, chi potremo diventare in un futuro, quali errori abbiamo commesso e quali gesta sono cadute nell’oblio. Per abbandonati che siano, questi luoghi trasudano atmosfere magiche, vediamo quindi quali sono i più suggestivi e strani da visitare!

1. Abbazia San Galgano, Chiusdino, Toscana

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Il luogo con cui si apre questa lista è anche l’unico dell’elenco che pur essendo abbandonato, ha ricevuto la giusta valorizzazione dagli enti culturali e può essere visitato senza problemi. La storia dell’abbazia di San Galgano ha origine proprio con Galgano Guidotti, nobile cavaliere toscano che rinunciò alle ricchezze e ad una vita dissoluta  per dedicarsi invece ad una vita puramente spirituale. Indossando l’abito cistercense, fece erigere sui Monti Siepi una cappella, dove visse e morì da eremita, non prima però di aver conficcato la sua spada nella roccia come segno di pace. La spada, ammantata da tante leggende, si trova ancora sul luogo.

L’abbazia vera e propria venne costruita con le direzioni dei monaci dell’ordine di Galgano, diventato intanto Santo, e proseguirono per più di un secolo. I lavori subirono però un arresto: le carestie, la peste, le guerre e i continui saccheggi minarono duramente la comunità monastica, disgregandola. I tentativi di terminare il progetto e rivalutarlo furono diversi, ma nel corso del ‘700 con il crollo del campanile fu sconsacrata, convertita ad altri usi ed infine abbandonata.

Nel 1900 ciò che restava del monastero venne consolidato, senza interventi che lo modificassero, restituendoci così un monumento ricco di fascino, dove l’incompiuto è in realtà il suo il più grande punto di forza. L’assenza del tetto, permette al cielo di essere parte integrante della struttura, tanto che vi si può accedere sino a tarda notte.

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2. Castello Sammezzano, Reggello, Toscana

Nel sito dove sorge il Castello di Sammezzano si sono alternate nel corso della storia vicende, proprietari e diversi utilizzi del territorio. L’embrione di ciò che oggi e atti di vandalismo. L’associazione Amici di Consonno si è però mobilitata per non far morire il borgo, organizzando weekend, festività e attività ricreative che riescono a richiamare l’interesse del pubblico.

4. Vallone dei Mulini, Sorrento, Campania

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A vederlo così il Vallone dei Mulini sembra una città abbandonata dopo una catastrofe nucleare, sommersa ora quasi interamente dal bosco che la circonda. In realtà non si tratta di una città, ma di un quartiere. Non c’è stata alcuna catastrofe, se non l’avvento del progresso, e non si trova in un bosco, ma al centro della città di Sorrento, a due passi dal porto e dalla piazza centrale.

La valle, di origine vulcanica, è stata sin dall’epoca romana fulcro della vita e dell’economia cittadina. Infatti ospitava il mulino da cui prende il nome, segherie e cave di tufo, oltre ad attirare numerosi artisti.

Nel 1866 iniziarono però dei lavori di riqualificazione del centro di Sorrento. Con la costruzione della piazza centrale e la distruzione del ponte che conduceva al Vallone, la comunità si trovò ben presto tagliata fuori. L’industria iniziò a languire e a questo si aggiunsero diversi cambiamenti climatici, la mancanza di acqua e vento ed una sempre più elevata umidità. L’uomo lasciò il borgo che divenne così come è oggi: un insieme di case ed edifici popolati dalla natura e da piante rare o quasi estinte.

Se vi è piaciuto scoprire i luoghi abbandonati in Italia insieme a noi, scoprite con Meeters anche le altre bellezze naturali e culturali che offre il Belpaese!

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